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Grazie ai collanti, conosciamo la storia

Come hanno fatto gli antichi manoscritti a resistere per lunghi secoli? La risposta è celata in un prodotto noto a noi tutti: La Colla. Ma facciamo un breve tuffo nel passato quando tutto ebbe inizio.

Il merito viene riconosciuto ai Mastri cartai di Fabriano che, grazie alla scoperta dei collanti naturali, evitarono il degradarsi dei fogli negli anni.

L’intuizione dei Mastri cartai risale al basso medioevo quando verso la metà del XIII secolo tale scoperta rivoluzionò il mondo della carta e della scrittura. Scrittori e poeti poterono così trasferire la loro arte su fogli inossidabili al tempo, e ancor oggi, nei luoghi sacri della letteratura, ci è data la possibilità di tenere tra le mani libri di inestimabile valore storico ed artistico.

Ma cosa sono i Collanti naturali? E come venivano utilizzati?

Questo trattamento consisteva nell’immergere i fogli in un bagno di gelatina animale ricavata dal “carniccio”, scarto delle concerie che, oltre ad un notevole grado di collatura, donava alla carta compattezza, resistenza all’usura e, contrariamente agli estratti vegetali usati dagli arabi dove prevaleva in particolar modo l’amido di riso, la gelatina animale non era soggetta all’azione dei germi patogeni.

I fogli inamidati venivano, infatti, attaccati dagli insetti che si divoravano interi archivi, tanto che nel 1221 l’imperatore Federico II fu costretto a proibire con un editto la redazione di documenti ufficiali su carta anziché su pergamena. In seguito al nuovo tipo di additivo, sgradito ai parassiti, i fogli prodotti a Fabriano divennero così famosi e diffusi per la loro qualità e resistenza che in breve tempo la proibizione di Federico II fu revocata.

Sino ai giorni d’oggi

La storia di Fabriano come principale centro cartaio italiano è nota a tutti. La grande specializzazione per questo prodotto l’ha condotta ad essere il principale fornitore di filigrana per la zecca dello stato, e probabilmente ogni italiano porta con sé nel proprio portafoglio un “pezzo” di Fabriano.

Nei nostri ricordi rimarrà, come “Colla impressa”, l’immagine di noi quando ancora adolescenti eravamo curvi su di un album da disegno targato “Fabriano”. Ed in compagnia di matite, colori e gomme davamo forma alle nostre fantasie.

Senza alcun dubbio negli ultimi anni la carta viene usata con più parsimonia, il mondo dell’informatica, del digitale e soprattutto la rete internet, hanno cambiato le abitudini di scrittura, a quella tipicamente manuense o di stampa tradizionale in molti ambiti si preferisce quella elettronica fatta di e-mail, whats up, facebook , Instagram, Twitter, ecc.

Ma a questa rivoluzione la carta resiste e resiste ancora molto bene. Ne viene prodotta di meno ma è aumentata la sua qualità manifatturiera, le nuove tecnologie produttive aiutano ad estendere l’applicazione della carta in innumerevoli nuovi contesti.

La carta la troviamo trasformata per vari usi, come gli shopper per la spesa, nell’arredamento quando assemblata ad arte diventa poltrona o sedia, nell’usa e getta casalingo o personale, nell’imballaggio, nel fai da te, per le fotocopie, per le stampanti, modificata in carta vetrata, carta da parati, carta forno ecc.

Oggi i principali impieghi della carta impongono la necessità di renderla resistente ai prodotti liquidi (acqua, oli, solventi) e adatta alla scrittura, al disegno e alla stampa. La capacità di resistere viene chiamata “grado di collatura” ed è determinato dall’angolo di contatto. Due sono i metodi generalmente usati per incollare:

  • Incollaggio o collatura in massa ➡ Aggiunta di resina, allume, cere e derivati degli acidi grassi nell’impasto. Questo processo forma attorno alla fibra una pellicola avvolgente che conferisce al foglio la capacità di regolare la sua penetrazione ai liquidi.
  • Incollaggio o collatura in superficie Applicazione di un film di colla sulla superficie della carta già formata; si forma così una pellicola che tende a migliorare le seguenti caratteristiche:
    • controllo della porosità per la stampa
    • diminuzione dello spolvero
    • perfezionamento della finitura superficiale
    • miglioramento della resistenza allo strappo superficiale
    • aumento del carico di rottura a tensione, resistenza alle pieghe, ed altro.

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